Articoli e recensioni


Do re ciak …PULP!

Posted by Massimo Bonfatti | Posted in Articoli e recensioni | Posted on 01-01-1970

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Sfogo post elettorale

Posted by Massimo Bonfatti | Posted in Articoli e recensioni | Posted on 01-01-1970

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Questa Italia si è rivelata essere un paese di centro-destra in cui
il centro lascia alla destra il potere di fare ciò che sa fare meglio:
distruggere, rovinare, corrompere, infettare. E' già successo in
passato, non molto tempo fa. Dal mio studio si vede una piazzetta
intitolata a un ragazzo che era andato tra i partigiani per mettersi
contro i nazisti e i fascisti i quali, nell'accademia militare di Modena, torturavano
le persone come i colonnelli di Pinochet in Cile. Aveva diciott'anni, e
i suoi assassini non sono stati solamente quelli che premettero il
grilletto ma tutti coloro che lasciarono salire Mussolini al potere
perchè preferivano illudersi che un "uomo forte" avrebbe potuto
risolvere tutti i problemi. Quelli che andavano in piazza ad inneggiare
il duce, quelli che facevano imparare a memoria ai propri figli e agli
scolari le canzoncine nazionaliste. Come diceva Erich Fromm il nazismo
e il fascismo coltivano in se l'amore per la morte. E' per questo che
ho voluto adattare una vecchia caricatura che feci a Berlusconi
riempiendola di mosche. Lui è il capo di una coalizione che ha portato
al potere gentaglia che invece dovrebbe vergognarsi di girare per
strada. Rappresenta quel genere di
persone mortifere e deleterie che fanno del male agli altri perchè troppo
interessati al loro tornaconto o troppo drogate dai loro egoismi e fanatismi. Lui e gente come lui ha convinto gli italiani che è così che vale la pena di
essere e di conseguenza sempre più si diffonde l'arroganza, la delinquenza, la
stupidità. La maggioranza li ha scelti ed è giusto che governino, ne pagheremo le conseguenze anche noi che non li volevamo. Ma temo che Indro Montanelli fosse troppo ottimista nel pensare che gli italiani si sarebbero fatti gli anticorpi.

Massimo.

Capelli lunghi…crescono ancora.

Posted by Massimo Bonfatti | Posted in Articoli e recensioni | Posted on 01-01-1970

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INTRODUZIONE AL LIBRO CAPELLI LUNGHI DI FRANCO GIUBILEI.

Quale strano destino ha trasformato il soggetto di “Capelli lunghi”, concepito negli Anni Sessanta da Mario Monicelli perché diventasse un film, in una storia a fumetti disegnata da Massimo Bonfatti trent’anni più tardi? Cinema e fumetto in realtà sono parenti stretti, lo sapeva bene Federico Fellini, che amava ripetere: “il mondo dei fumetti potrà prestare generosamente al cinema le sue scenografie, i suoi personaggi, le sue storie, ma non la sua suggestione più segreta e ineffabile, che è quella della fissità, l’immobilità delle farfalle trafitte da uno spillone”.

Dal fronte del fumetto, Hugo Pratt rispondeva sulla stessa sintonia: “Il fumetto è un racconto per immagini con inquadrature cinematografiche”. Molti registi del resto utilizzano la tecnica fumettistica dello storyboard per visualizzare su carta le scene del film nella fase immediatamente precedente alla sceneggiatura. Nessuna sorpresa allora se il road movie di Michele ed Esterina, i due ragazzi protagonisti di una tragica fuga in nome di un principio di libertà, ha visto la luce a vignette invece che in una pellicola.

Al di là dei rapporti familiari fra settima e nona arte, il percorso di “Capelli lunghi” dalla sua ideazione all’esito finale è una vicenda interessante anche per il processo creativo di uno dei maestri della commedia all’italiana, teso nello sforzo di catturare un elemento di mutazione della società in un periodo chiave della nostra storia recente, allo scopo di trarne un racconto avvincente per il grande schermo.

A ispirare Monicelli, osservatore attento di quanto gli si muoveva intorno, c’era il fenomeno dei capelloni e il rigetto che lo accompagnava, ma anche una poesia, un vecchio film italiano Anni Quaranta e una canzone dei Beatles. Niente di ideologico nel suo progetto, solo l’interesse per una storia di ribellione poetica e folle a un sistema bacchettone e oppressivo.

A Franco Cristaldi però il progetto di Monicelli non piacque: troppe le implicazioni politiche scomode per un produttore imparentato con una grande famiglia di industriali, i Marzotto, negli anni in cui l’Italia si avviava a grandi passi verso la contestazione generale e l’autunno caldo.

Il soggetto dunque fu messo in un cassetto e ci rimase finché, nel 1998, l’esperto di fumetti Michele Rossi non colse l’opportunità di dare una seconda chance a quel soggetto: da una serie di storie per il cinema – oltre a quella di Monicelli ce n’erano altre, da Dino Risi a Lina Wertmuller – sarebbero state ricavate e messe in mostra le versioni a fumetti, fu così che Bonfatti si trovò fra le mani il testo di “Capelli lunghi” da tradurre in disegni e balloons: “Ho avuto modo di realizzare una storia dai risvolti tragici che mi ha permesso di utilizzare sia le corde umoristiche che quelle drammatiche – spiega il fumettista – Nasoni, onomatopee ed altri effetti appartengono agli stilemi del disegno umoristico, mentre uso del chiaroscuro e ombreggiature tese a enfatizzare le espressioni dei personaggi sono propri del fumetto drammatico”.

A ispirare il disegnatore nella sua opera di reinterpretazione del testo di Monicelli è stata la profonda simpatia per le figure dei protagonisti, per il loro spirito e per il loro modo di vivere idee e sentimenti. Una piena consonanza con la chiave di lettura scelta dal regista, che aveva puntato molto sull’autenticità e sulla purezza dei personaggi. In questo film di carta che è il fumetto, l’autore è andato a cercare i dettagli d’ambiente come avrebbe potuto fare un vecchio “trovarobe” del cinema, rintracciando phon, juke-box, Lambretta e altri dettagli d’epoca che costellano le vignette. Ha così giocato contemporaneamente il ruolo di sceneggiatore, tecnico della fotografia e regista, con la libertà che solo il fumetto può permettere.

Adottando la voce narrante di Monicelli come tema conduttore, Bonfatti ha anche mantenuto il fascino del soggetto cinematografico originario, il che ha conferito una nota stilistica particolare alla versione a fumetti. Allo stesso tempo il racconto ha potuto conservare la verve del regista, quella prosa spigliata e divertente che emerge con nettezza anche dalla lettura del dattiloscritto.

Questo libro è costruito in modo da ripercorrere coerentemente la nascita, la morte temporanea e la resurrezione in forma di fumetto di una storia che altrimenti sarebbe rimasta a ingiallire nel cassetto di cui sopra senza mai arrivare al pubblico: col racconto di Monicelli al giornalista Franco Giubilei, che descrive i come e i perché di un progetto di film abortito, con il soggetto originario scritto dal regista in uno stile brillante e commovente, e con la messa in scena finale della storia a firma di Massimo Bonfatti.

Resta un’incertezza che neanche i ricordi di Monicelli aiutano a chiarire fino in fondo, cioè l’anno in cui il testo di “Capelli lunghi” fu ultimato dal regista per essere poi sottoposto a Cristaldi. Sulla copertina del dattiloscritto originale è segnato 1965, con una correzione a penna sull’ultima cifra che potrebbe essere letta come un 8.

Nel soggetto si fa riferimento a due elementi che possono aiutare a collocare temporalmente l’opera con maggiore precisione: Monicelli scrive che uno spunto importante per la storia lo ebbe a Londra, dove si trovava per le riprese de “La ragazza con la pistola”, quando si trovò ad ascoltare “She’s leaving home” dei Beatles. Il disco da cui è tratta la canzone, il celebre “Sgt. Pepper’s Lonely Heart’s Club Band”, uscì in Inghilterra il primo giugno del 1967, mentre l’uscita de “La ragazza con la pistola” è dell’anno successivo.

Proprio il 1968 dunque dovrebbe essere l’anno giusto. D’altra parte, un altro dettaglio citato nel soggetto contribuisce a confondere le acque: si parla di un pestaggio di capelloni per mano dei parà per cui il regista dice di essersi ispirato a un vero fatto di cronaca, gli scontri fra paracadutisti della Folgore e livornesi, che però risale addirittura al 1960… Ma forse la risposta migliore è quella fornita indirettamente dallo stesso Monicelli nel dattiloscritto, quando confessa scherzosamente di aver scritto la storia rubacchiando qua e là, fra poesie, spunti di cronaca, vecchi film e canzoni.(Franco Giubilei, luglio 2008)

Links recensioni e articoli:

http://davidebarzi.blogspot.com/2008/08/capelli-lungi-ancora.html

http://spaghettisuperheroes.blogspot.com/2008/02/il-film-mai-visto-di-monicelli-diventa.html

http://www.afnews.info/
http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/base/grubrica.asp?ID_blog=47&ID_articolo=173&ID_sezione=70&sezione=

http://www.comicsblog.it/post/2330/un-soggetto-di-monicelli-e-stato-riadattato-in-fumetto
Librerie online:

http://www.webster.it/vai_libri-author_Monicelli+Mario-shelf_BIT-Monicelli+Mario-p_1.html

http://www.wuz.it/LibriInArrivo/ElencoLibriInArrivo/tabid/88/Default.aspx?e=Aliberti

http://www.azetalibri.it/main/Page_editore.asp?editore=Aliberti&idaff=0

Nelle prossime settimane il libro verrà presentato ufficialmente in alcune manifestazioni pubbliche. La prima prevista è a Castelnuovo Rangone (Modena) il 24 settembre ’08 nell’ambito del “FESTIVAL DI POESIA 08″ e di ” PARLANDO DI NUVOLE” (di cui vi annunceremo il programma a breve in questo blog. Saranno presenti gli autori e sarà possibile aquistare copia del libro autografata. Prossimamente aggiorneremo questo post con le foto dell’evento. Per info sul Festival di poesia:

http://www.poesiafestival.it/pages/anteprima.htm

Aricolo apparso su La Stampa del 6 febbraio 2008 subito dopo l’intervista a Monicelli ( )

Articolo di Michele Smargiassi pubblicato su La Repubblica del 24 ottobre 2008 ( e la )

Recensione di Giulio Cesare Cuccolini su Fumo du China 167 gennaio 2009

Auguri a tutti i Leo-pards!

Posted by Massimo Bonfatti | Posted in Articoli e recensioni | Posted on 01-01-1970

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Questo è il biglietto augurale che il Bonfa ha realizzato per conto dell'agenzia internazionale Strip Art Features. Si può quindi affermare che in questo periodo Leo Pulp sta viaggiando per il mondo e non è detto che non possa incontrare una qualche occasione editoriale. Noi ci auguriamo che oltre ad eventuali ripubblicazioni tradotte il Leo bonfa/nizziano trovi anche in Italia una buona opportunità e soprattutto speriamo che si creino le condizioni per la realizzazione di nuove storie. Anche perchè vogliamo sapere qual'è il segreto inconfessabile che lega Leo Pulp a Nick Tracy!

Leo tetesko ti Ciermania

Posted by Massimo Bonfatti | Posted in Articoli e recensioni | Posted on 01-01-1970

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Leo Pulp
1: Das Verschwinden der Amanda Cross
Claudio Nizzi, Massimo Bonfatti
Hardcover, 96 Seiten, farbig
12,00 € erscheint voraussichtlich Oktober 2008

Die autoren – Gli autori

 Claudio Nizzi
Wer Nick Raider kennt weiß, dass Krimis eines der Lieblingsthemen von Nizzi sind. Doch die Geschichten, in denen der Agent der New Yorker Mordkommission in Aktion tritt, sind dermaßen voll von Action und Überraschungseffekten, dass sie keinen Platz für Humor lassen, auch wenn es sich der ausgelassene Kollege von Nick, Marvin Brown, nie nehmen lässt, die aufgekommene Spannung mit dummen Sprüchen und dämlichen Witzen zu lockern.
Mit Leo Pulp befriedigt Claudio Nizzi seine Neugier und Lust, ironisch geschriebene Krimi-Handlungen zu verfassen, die gleichzeitig die Lachmuskeln trainieren.

Claudio Nizzi wird 1938 in Setif (Algerien) geboren und gilt heute als einer der Meister des italienischen Comics. Seine Karriere als Autor beginnt er mit Veröffentlichungen in Zeitungen, mit Novellen und Romanen und kehrt 1969 zu den Sprechblasen zurück. Er beginnt eine lange, aufstrebende Zusammenarbeit in der Zeitung „Giornalino”, auf dessen Seiten er erfolgreiche Geschichten jedes erdenklichen Genre schreibt: von Abenteuern in Afrika („Steve Damon”) über Abenteuer auf hoher See („Capitan Erik”), Überarbeitungen von Literaturklassikern bis hin zu Western-Storys („Larry Yuma”) und schließlich humoristischen Erzählungen.

In seiner Schreiberkarriere darf es natürlich nicht an Polizisten fehlen, es gibt den Oberleutnant Marlo und die sympathischen Polizisten Rosco & Sonny, die nicht gerade Kriminalfälle lösen, sondern eher lustige Abenteuer erleben.
Mitte der Achtziger Jahre wechselt er sich mit Gianluigi Bonelli beim Schreiben von Geschichten für Tex ab, eine Arbeit, die er noch heute mit seinem beeindruckenden Können fortführt.
1988 erblickt Nizzis Comic-Held „Nick Raider” das Licht der Comicwelt, die erste im Bonelli-Verlag erscheinende Krimireihe, deren Leitung er anfangs auch übernimmt.

Nizzi ist einer der kreativsten Comic-Autoren überhaupt und hat in seiner langen Karriere für dutzende Zeichner in Italien und im Ausland geschrieben.


  Massimo Bonfatti
Die Aufgabe, bei Leo Pulps Entstehung zeichnerisch an Claudio Nizzis Seite zu arbeiten, gebührt dem italienischen Comiczeichner Massimo Bonfatti, der unter Liebhabern italienischer, humoristischer Comics sehr bekannt ist.

Er wird 1960 in Modena geboren und erlernt seinen Beruf in Zusammenarbeit mit Silver (Guido Silvestri, „Lupo Alberto”), Bonvi (Franco Bonvicini, „Sturmtruppen”) Roberto Ghiddi und Clod (Claudio Onesti). Außer Merchandising-Artikel zu gestalten und Illustrationen und Karikaturen zu zeichnen, arbeitet Bonfatti auch in der Werbung, Malerei und Fotografie. Er entwirft einen Comicstrip über Totò, einem der berühmtesten und beliebtesten Schauspieler Italiens und illustriert für die französische Zeitschrift „Pif” von François Corteggiani geschriebene Geschichten.
1988 entwirft er seine erste, eigene geschriebene und gezeichnete Serie mit dem Titel „I Girovaghi”. Doch die Aufmerksamkeit der Leser und Kritiker bekommt er vor allem durch Geschichten und Titelbilder für „Cattivik” und „Lupo Alberto” und dank der Zusammenarbeit an der satirischen, italienischen Ausgabe der Zeitschrift „Comix” und dem „Corrierino”. Im Jahre 2006 entwickelt er den wöchentlich im Internet erscheinenden Comicstrip „Barbolino”.
Die Fälle von Leo Pulp Das Verschwinden der Amanda Cross, Die Verbrechen am Sunset Boulevard und Der Fall der Roten Magnolie sind eine weitere, definitive Bestätigung seines grotesken, unbekümmerten, poetischen und detaillierten Zeichenstils. Die beste Art, um die einzigartige Atmosphäre wiederzugeben, die man in den verworrenen Ereignissen von Leo Pulp erlebt.

L’editore tedesco di Leo Pulp:
MSW medienservice
http://www.msw-medienservice.de/

Die serie – La serie

Leo Pulp ist einer der Privatdetektive, die man in den „Film Noir” der Vierziger Jahre zu Gesicht bekommt, mit ihrem Namenszug auf der geschliffenen Glastür, dem kleinen, mit zwei durchgesessenen Sesseln möblierten Wartezimmer und einem stets unaufgeräumten und völlig chaotischen Büro, da das Honorar von 25 Dollar am Tag, mit dem ein Privatdetektiv seine moralische Unversehrtheit garantieren möchte, den Luxus einer Putzfrau nicht erlaubt.

Leo Pulp lässt nichts missen, was an die Privatdetektive von damals erinnert: er ist hart im Nehmen wie sie, hart im Handeln wie sie, zynisch wie sie, romantisch wie sie (doch das würde er nicht mal zugeben, wenn man ihn foltern würde), ein Neinsager wie sie und schließlich (wie man heute sagen würde) politisch unkorrekt wie sie.

Er kämpft seine kleinen Kriege stets als Einzelgänger, der Einzige, der ihm immer wieder hilft ist Polizeiinspektor Nick Tracy (den Leo allerdings immer Dick nennt, was Nick zur Weißglut bringt), doch das tut Nick nicht aus Kameradschaftlichkeit oder Hilfsbereitschaft, sondern weil Leo mit ihm eine Rechnung offen zu haben scheint und er daher dazu gezwungen ist.

Eine weitere Person in Leos Privatschnüffler-Leben ist die blonde Norma mir ihren üppigen Formen, die in einer Bar arbeitet, die Leo regelmäßig besucht, da er dort sein Lieblingsgericht gratis aufgetischt bekommt: Rühreier mit Speck. Norma ist eigentlich Leos Freundin, doch er, dem es gefällt, sich zynischer zu geben, als er in Wirklichkeit ist, ist felsenfest davon überzeugt, sich aus rein opportunistischen Gründen mit ihr einzulassen.

Leos Fälle spielen sich in Hollywood ab, in der Welt des Films, wo er den berühmtesten aller berühmten Diven begegnet (von denen er sich natürlich niemals verführen lassen würde), den bekanntesten Schauspielern (von denen er sich niemals beeindrucken lässt) und den skrupellosesten Gangstern.

Mit nach vorn geladenem Kinn und stets geladener Browning gibt Leo niemals auf. Nichts kann ihn aufhalten: weder das breitlippige Lächeln einer unwiderstehlichen Blondine, noch das ohrenbetäubende Rattern eines Maschinengewehrs. Er bleibt immer am Ball, bis jedes noch so schwierige und komplexe Geheimnis gelüftet ist.

Strip Art Features: http://www.safcomics.com/

Die Bùcher-Gli albi

Band 1
Das Verschwinden der Amanda Cross

Sein Honorar liegt bei fünfundzwanzig Dollar am Tag plus Spesen, seine Waffe ist eine Browning Automatik, sein Wagen ein alter Karren, der nur mit Müh und Not anspringt und seine Gabe ist ein verdammt guter Geruchssinn für mysteriöse Intrigen im Hollywood der Vierziger Jahre.
Der Privatschnüffler Leo Pulp begleitet den Leser in eine abgebrühte Welt aus Backpfeifen, tödlichem Kugelhagel aus Maschinengewehren, bedauernswerten, nicht besonders ernst zu nehmenden Gangstern und heißen Schnecken.
Kurzum, in L.A., der Stadt der Engel, die im ersten Band den Ort des Geschehens von Leo Pulps erstem, gefährlichen Fall darstellt, kann man umkommen – und das mit einem Lächeln auf den Lippen …!

Lingolounge è lo studio di traduzioni di Monja Reichert, che ha tradotto per la Germania molti personaggi importanti tra cui Bone di Jeff Smith. La vediamo qui in due scatti assieme al bravissimo autore americano di cui anche il Bonfa è un ammiratore.

Monja Reichert Traduttrice:
Übersetzungen/traduzioni
www.lingolounge.de
mail@lingolounge.de